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Una nuova coscienza si sta sviluppando tra le persone, oggi più che in passato sensibili a tematiche come il randagismo, i canili, la tratta dei cani verso Nord e la zoomafia. Parole come queste cominciano ad essere sempre più utilizzate nel linguaggio comune e ad essere meno estranee alla gente. Proprio questi sono infatti gli argomenti trattati lo scorso 29 maggio durante la conferenza “Randagismo canino nel Sud Italia: conoscerlo per gestirlo”, organizzata dall’Oipa a Catania e tenutasi al Palazzo della Cultura

Di canili e randagismo non si parla quasi mai e spesso c’è una scorretta informazione a riguardo nonchè un diffuso atteggiamento, ancora oggi, di superficialità da parte dell’uomo nei confronti di tali tematiche. Ma qualcosa sta comunque cambiando e Catania, capoluogo etneo della Sicilia, è stata teatro di un importantissimo incontro tra esperti del settore e cittadini e ciò rappresenta un barlume di speranza e un passo avanti affinchè si diffonda una cultura di sensibilizzazione nei confronti degli animali partendo proprio dall’informazione. La presenza di numerose persone ha significato proprio l’inizio di un cambiamento nell’approccio al rapporto uomo-animale.

All’incontro sono intervenuti Claudia Taccani, responsabile dello sportello legale Oipa, Luca Spennacchio educatore cinofilo e formatore e in ambito zooantropologico nonchè autore del libro 3.0, Alessandro Piacenza, responsabile settore giuridico Oipa e vice coordinatore nazionale delle guardie zoofile Oipa, David Morettini, istruttore cinofilo e Michele Minunno, istruttore cinofilo esperto in dinamiche dei branchi di cani randagi e selvatici. L’incontro è stato moderato da Tiziana Genovese, coordinatrice del nucleo operativo delle guardie zoofile di Catania.

Dopo l’introduzione di Tiziana Genovese, Claudia Taccani, chiarendo che i cani vaganti in dato territorio comunale appartengono per legge al sindaco, ha esposto alcuni consigli partici nel caso in cui ci si imbatta in un cane in un territorio comunale e non: se dovesse trovare un cane per strada che appare smarrito o ferito, bisognoso di aiuto, occorre chiamare i vigili urbani che sono tenuti a intervenire, mentre se ci si imbatte in un cane fuori dal territorio comunale bisogna contattare il 112.

Ancora tanto si deve fare e tante problematiche sono state affrontate al fine di informare i cittadini perchè ogni cambiamento, si sa, parte da una corretta informazione/educazione. Si è parlato di randagismo legato al fenomeno dei canili, strutture spesso sotto i riflettori delle cronache giudiziarie in quanto luoghi divenuti il simbolo di un business sempre in crescita:  alcune strutture essendo convenzionate con i comuni, percepiscono soldi pubblici per il mantenimento dei cani, ma spesso capita che gli animali sono tenuti in condizioni pessime e non viene rispettato il benessere animale, pertanto ci si domanda che uso ne viene fatto di quel denaro. Spesso accade, come dimostrano i fatti di cronaca, alle gare d’appalto indette dai comuni per avere la convenzione e quindi i finanziamenti, partecipano sempre le stesse strutture e con un ribasso d’asta notevole. Ed ecco che si crea il business.

A proposito di canili è intervenuto Luca Spennacchio: “Il concetto di canile tocca molti aspetti della società- ha esordito- Negli ultimi 15 anni c’è stato un cambiamento nel rapporto uomo-animale e tale trasformazione/riflessione continua ad essere in atto. Originariamente il canile venne creato per la tutela della salute pubblica e proteggere la comunità dai cani vaganti. Le strutture non venivano concepite per la lunga degenza e dopo un determinato periodo i cani venivano soppressi. Poi all’inizio degli anni 90 viene abolita questa pratica e i canili subirono delle trasformazioni diventando dei luoghi a lunga degenza e fulcro di business. Ora è necessaria un’altra trasformazione del canile che vada incontro realmente alla tutela e al benessere dell’animale”.

E’ stato affrontato nelle sue mille sfaccettature il fenomeno del randagismo analizzato sotto più punti di vista da Michele Minunno esperto di dinamiche di branchi, che ha portato a diverse riflessioni tra cui quella di gestire i cani direttamente sul territorio, laddove possibile.

Altro tema discusso dall’istruttore cinofilo Davide Morettini è la tratta dei cani che dal Sud vengono fatti adottare al Nord forse con troppa facilità, soffermandosi sulle difficoltà di adattamento che alcuni cani, portati da Sud a Nord, hanno dimostrato di avere:  nel momento in cui sono stati portati in contesti differenti da quello di provenienza, sono emerse diverse fobie e comportamenti inusuali. Spesso vengono portati al Nord cani con un indice di adattabilità molto basso, dimostrando che questi collocamenti a volte vengono fatti con un po di leggerezza.

Tanti dunque i temi e gli aspetti trattati riguardo il più ampio concetto del rapporto uomo-animale che accompagna la storia dell’umanità dall’alba dei tempi ma che forse ancora oggi non ha trovato il giusto equilibrio che si spera di raggiungere al più presto in una collaborazione collettiva grazie a due strumenti di fondamentale importanza: INFORMAZIONE, EDUCAZIONE. 

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